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Turismo (g)astronomico

C’è qualcosa nelle stelle che attiva un certo sentimento di meraviglia e positività. A guardare il cielo di notte, le cose della Terra prendono dimensioni più sostenibili, i sogni sembrano raggiungibili e i desideri realizzabili.

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L’11 luglio 2022 il telescopio spaziale più potente mai realizzato, il James Webb, ci regala l’immagine di una massa di galassie lontane cinque miliardi di anni luce. La loro luce ha viaggiato per miliardi di anni fino ad arrivare ai nostri occhi e mostrarci meraviglie ancora sconosciute. Si segna così un nuovo e unico traguardo nella scienza aerospaziale e una nuova emozione per tutti noi, che abbiamo visto quella foto e siamo diventati più consapevoli dell’immensità dell’universo.

C’è qualcosa nelle stelle che attiva un certo sentimento di meraviglia e positività. A guardare il cielo di notte, le cose della Terra prendono dimensioni più sostenibili, i sogni sembrano raggiungibili e i desideri realizzabili.

Pare che tutti noi, quindi, abbiamo bisogno di vedere le stelle.

Ma se pensate di osservarle dalle colline cittadine o dai lungomare affollati d’agosto, sappiate che quello che vedrete illuminarsi in cielo è solo una piccola percentuale dello spettacolo celeste che si può incontrare lontano dalle fonti di inquinamento luminoso.

La luce artificiale, infatti, impedisce la vista di una moltitudine di stelle. Dalla Terra, in condizioni ideali e prive di inquinamento luminoso, è possibile vedere fino a 6.000 stelle. Il numero si abbassa man mano che ci si avvicina ai centri urbani fino ad arrivare a un massimo di 200 visibili nelle metropoli italiane.

Può valere la pena quindi organizzare una gita all’insegna del turismo astronomico in Italia per godersi le stelle nei cieli tersi dell’estate.

Ma non è viaggio in Italia senza piccole deviazioni alla ricerca di soste gourmet. Astronomia e gastronomia hanno in comune ben poco, se non che, in condizioni ideali, possono regalare emozioni sensoriali.

A guidare la ricerca delle tappe è la mappa sull’inquinamento luminoso che fornisce informazioni preziose sullo stato della luce nel nostro Paese. Partendo dalle meno inquinate, abbiamo individuato sei località da nord a sud nelle quali è possibile osservare un gran numero di stelle di notte e godersi autentiche esperienze gastronomiche di giorno. Un viaggio all’inseguimento delle stelle per poter esprimere qualche desiderio, anche se una gita immersi nella natura è già un sogno.

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Cortina d’Ampezzo – Dolomiti

Impariamo subito una regola: in alto è meglio. Non perché ci avviciniamo alle stelle, ma perché i luoghi montani sono spesso distanti da fonti di luce artificiale.

Cortina è una delle località di turismo montano tra le più famose, ma oltre a essere nota per il suo paesaggio mozzafiato e ricco di servizi, nasconde una chicca astronomica molto interessante come l’Osservatorio Col Drusciè, situato sotto il massiccio delle Tofane, che sfrutta la purezza di questi luoghi per offrire una limpida visione del cielo. È possibile approfittare di uno dei giorni di apertura al pubblico nei mesi estivi per godersi le stelle, oppure individuare sentieri e distese sicure per accamparsi per una notte.

Punto di riferimento per una sosta gourmet, dopo una notte a guardare il cielo, è El Brite de Larieto, una realtà di ristorazione frutto di un’azienda agricola straordinaria guidata da Riccardo Gasparri. Una cucina che guarda alla montagna, alla sua flora e ne rispetta i tempi e i bisogni. Per un’esperienza più ricercata, lo stesso chef e la sua compagna Ludovica Rubbini hanno creato il San Brite, una stella Michelin, oltre che stella verde secondo la stessa guida. Qui fanno il burro più buono di tutte le galassie.

Insomma, un tripudio di stelle vi aspetta passando per Cortina.

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Val Seriana - Prealpi Orobie

Le Alpi Orobie sono forse la meta più vicina a Milano dove godersi le stelle a occhio nudo, ma lontane abbastanza da non risentire dell’inquinamento luminoso. Di giorno è possibile percorrere i passi di montagna che conducono lungo i numerosi rifugi in cui si può pernottare. Se non volete rischiare di addentrarvi in percorsi in cui serva un buon allenamento, puntate al Rifugio del lago di Brachino (1.778 m s.l.m.). Il dosso erboso che affianca il rifugio è perfetto per guardare le stelle, magari approfittando delle sedie sdraio messe a disposizione dalla struttura. Di giorno è possibile consumare i piatti tipici e popolari delle montagne bergamasche: polente, tagliatelle al sugo di lepre, stinco, costine e piatti di formaggi lombardi.

Per un’esperienza gastronomica più ricercata, ma fedele alla tradizione della montagna, spostatevi a Oltressenda Alta, da Contrada Bricconi, un’azienda agricola che somiglia a un villaggio fermo nel tempo. Da poco tempo hanno aperto il loro ristorante guidato dallo chef Michele Lazzarini, ex sous chef del St.Hubertus di San Cassiano (tre stelle Michelin). Anche qui spazio agli ingredienti di montagna, con formaggi e carni allevate in azienda e il pesce – come la trota allevata di Rialdo –, anche questo un prodotto assolutamente di nicchia, a chilometro zero.

Meravigliarsi delle stelle e dei formaggi di montagna è possibile. A soli un’ora e mezza di auto dal capoluogo lombardo.

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Alta Maremma – Toscana

La Maremma Toscana è l’area del centro Italia più adatta dove vedere il maggior numero di stelle. Una regione molto vasta che si divide in Alta Maremma e Maremma Grossetana. Tutte zone con tanti punti ideali per scrutare il cielo di notte. La regola è sempre la stessa: lasciatevi lontani i piccoli centri urbani e trovate luoghi sicuri, ma al buio. Spingendosi fino a Piombino, è possibile completare l’esperienza all’Osservatorio Astronomico Punta Falcone, che organizza appuntamenti sotto le stelle durante il mese di agosto. Ma non possiamo passare in Toscana senza riportare gli occhi dalle stelle alla Terra per godere delle meraviglie di questi territori vocati al cibo, ma anche al vino. Può valere la pena fare un giro per cantine e scoprire le produzioni particolari di queste aree. Come la Tenuta Sette Cieli che, a 400 metri sul livello del mare, coltiva Cabernet Franc, poi vinificato in purezza e lasciato affinare 24 mesi in barriques. Una chicca straordinaria che affianca altri vini rossi provenienti da un terroir che offre condizioni climatiche uniche tra composizione del suolo e un microclima in cui le escursioni termiche fanno la differenza nel risultato.

Le tappe gastronomiche potrebbero essere parecchie, ma per un viaggio sotto il cielo stellato vale la pena fare un pranzo in aperta campagna con cucina a vista, come quello che si può godere da Arduino Osteria Ancestrale a Bolgheri (LI). Una cucina completamento vegetariana fatta di agricoltura rigenerativa, gestita da giovani ricchi di talento e uno spirito che guarda al bene della terra. A giudicare dalle realtà belle che si trovano da queste parti, vale la pena esprimere un desiderio sotto il cielo della Maremma, perché sembra che si possa avverare davvero.

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Foresta di Montes – Gennargentu

Buona parte della Sardegna è fatta per godere del cielo stellato. La bassa densità abitativa, la presenza delle alture e i cieli tersi per via di una buona ventilazione del territorio rendono quest’isola perfetta per un po’ di turismo astronomico. Scegliamo la provincia di Nuoro, che ingloba il massiccio del Gennargentu, per addentrarci in una zona comoda da raggiungere: la Foresta di Montes. Mentre osserverete il cielo da qui, ricordatevi che vi trovate in una delle ormai rarissime foreste sempreverdi del Mediterraneo, un’area caratterizzata dall’alta presenza di lecci che formano un bosco, comunemente chiamato lecceta. Il viaggio di andata e ritorno sarà lungo la Strada Provinciale 48 che vi porta a Orgosolo, un borgo celebre per i suoi murales. Se ne contano circa 200, e il primo è stato dipinto da un collettivo anarchico milanese nel 1969. Da allora, l’identità di questo comune passa anche dai murales che tappezzano case e edifici. Fate una sosta qui. Da Orgosolo, proseguite sulla Strada Provinciale 22, e costeggiati dalla natura arriverete a Mamoiada, il comune che ospita il Museo delle Maschere del Mediterraneo perché, proprio qui, hanno origine due delle maschere più antiche: i Mamuthones e gli Issohadores. Arrivate in questa località non lontani dall’ora del pasto e godetevi una delle note osterie di Sardegna: Sa Rosada. Un’atmosfera di altri tempi (come annunciano sul loro sito), con una corte interna e un menu fisso che cambia spesso. La cucina è legata alla tradizione: formaggi e salumi locali, agnello cucinato in molti modi e proposte vegetariane – e vegane – fatte a partire dalle verdure dell’orto.

Un viaggio astronomico da queste parti fa ritrovare la propria strada, come i viaggi in cui si segue la stella polare.

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Campo Imperatore – Gran Sasso

Benedetto Abruzzo! Verace, pieno di natura e bella gente. Qui le stelle da vedere non mancano grazie alla presenza del massiccio del Gran Sasso, le montagne con la vetta più alta del sud Italia (Corno Grande, 2.912 m s.l.m.). La conferma che la zona è buona per vedere le stelle è la presenza di diversi Osservatori (momentaneamente chiusi al pubblico) dislocati nelle varie province intorno al massiccio. Puntiamo su Campo Imperatore, 2.115 m s.l.m. uno dei luoghi in cui si trova l’Osservatorio e che ospita l’ostello più alto d’Europa: l’Ostello Campo Imperatore. Potrete guardare le stelle circondati dal buio profondo, con la certezza di avere un letto comodo dove dormire dopo una notte con il naso all’insù. Dopo le stelle, ripartite verso una delle località comprese nel Parco Nazionale del Gran Sasso, come Isola del Gran Sasso d’Italia, un luogo in cui poter assaggiare il miele fatto con le api allevate in questa zona. Il pranzo è d’obbligo, ma fatto della più autentica cucina teramana. L’indirizzo ideale è l’osteria Il Mandrone, nella frazione di San Pietro.

Ma comunque, ovunque andrete in Abruzzo, sarete sempre sotto una buona stella.

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Isola di Alicudi – Arcipelago delle Eolie

Per vedere l’Isola di Alicudi su Google Maps bisogna zoomare come quando cercate il punto esatto di casa, perché è grande poco più di uno scoglio in mezzo al mare, dove si sono sviluppate però vita e cultura. Qui il buio della notte sovrasta ogni cosa e niente riesce a spezzarlo se non la luce della luna e delle stelle, che sembrano tante, persino troppe.
Non esiste illuminazione pubblica nelle strade di Alicudi. A dire il vero non esistono nemmeno le strade, solo mulattiere fatte di gradini con cui si raggiungono le case poste in alto, le più belle.

Una volta arrivati qui, non dovrete cercare un posto per vedere le stelle, andrà bene qualsiasi punto che non sia il porto. Se non sarete troppo in alto, vedrete il firmamento muoversi con il sottofondo del rumore del mare. Prima o dopo, concedetevi una cena a casa di Pino, un Alicudaro di origine. Pino vi accoglie in casa e vi farà mangiare i piatti cucinati dalla moglie. Lui, se avrà voglia, vi racconterà storie della sua gioventù sull’isola, o canterà canzoni popolari per voi. È il posto migliore dove andare a mangiare e basterà chiedere in giro per farsi indicare la posizione. Muovendovi sull’isola, incontrerete alberi di carrube, gelsi e limoni: raccoglietene i frutti e godetevi perché sono liberi quanto le stelle.

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