Mezzogiorno in bottiglia. Day 1

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Tappati in casa, o tàppati in casa con bell'esortativo visto il periodo, mentre aspettiamo il vaccino che ci libererà dall'indesiderato COVID, cosa che avverrà più o meno quando arriverà il centenario del Nokia 33100 (che quello funzionerà sempre alla faccia di qualsiasi variante di virus biologico o umano) è giunta l'ora di affrontare Sanremo. Sì, Sanremo, come ogni anno, non c'è pandemia che tenga, e non fate quelle facce incredule, perché lo sapevate che sarebbe giunto il momento, come quando ci viene la fantastica idea di andare a fare la gita fuori porta e stare in coda più tempo della gita stessa. Per questo motivo lasciamo i negazionismi e raccontiamo l'edizione più rischiosa di sempre, e non solo perché Orietta Berti è l'unica che conoscerà il 90% del pubblico, ma perché da sempre Sanremo è il termometro sociale del nostro paese, che racconta da 71 edizioni l'Italia che cambia. Da programma trasmesso in radio al Casinò fino all'iperdigitalizzazione di quest'anno, per cui gira voce che anche i fiori non saranno presenti, ma si paleseranno sul palco direttamente dal loro account TikTok con un balletto di quelli incomprensibili non solo a Sergio Japino o Garrison Rochelle, ma a chiunque abbia più di quindici anni e un giorno.

Mezzogiorno in bottiglia nasce così, affidando la stappata ad Andre Bellomo, che per 10 anni ha seguito il Festival direttamente dalla Sala Stampa dell'Ariston per L'Espresso, forte di 20 anni di esperienza precedente con votazioni e giurie impopolari dal divano di casa. Ogni giorno vi raccontiamo cosa vi siete persi dal momento in cui vi siete addormentati o siete dovuti scappare da casa di amici per il coprifuoco, il tutto corredato da un bel bicchiere di pagelle frizzanti, con note di spietato sarcasmo del Bellomo e note tecniche del suo fido assistente, il Maestro Mosconi, che è veramente un compositore con passato da producer (insomma, uno di quelli che da del tu a Patty Pravo, per intenderci). 

Signore e signori, sì, ce l’abbiamo fatta, abbiamo superato la prima serata del Festival di Sanremo. Che finisca tardi lo si sa, l’unica cosa che dispiace è constatare che finiscono sempre prima le bottiglie messe in fresco per affrontare la serata.

Si comincia a schermo nero, Amadeus si fa il segno della croce, scende le scale e legge dalla prima lettera di... Amadeus agli Apostoli con un po’ di retorica da primo canale che aiuta sempre, ma mai come il PrimaFestival, i cui autori sono stati presi direttamente dall’oratorio di Rozzano, per cui chi legge sappia che ha dieci minuti buoni per mettere su una lavatrice prima di cominciar a sentir canzoni.

Arriva Fiorello che imita D’Alema ma con la vestaglia da notte di Renato Zero, ha pure le ali amiche sul mantello, gli occhiali con le fiamme, chiama gli applausi registrati e parla coi braccioli. Si sente la mancanza di Alba Parietti in prima fila, non avrebbe mai permesso di dire “culo” a Fiore senza nemmeno un’inquadratura della sua coscia sinistra.

Bellissima, brava, sul pezzo Matilda De Angelis, piacevole come un bel Prosecco ghiacciato dopo il lavoro. Nel suo monologo sul bacio dice “speriamo di baciarci presto”, io spero che paghino presto le fatture del 2020.

Operazione non riuscita causa autori con Ibrahimovic, che hanno avuto la bellissima idea di fargli fare il calciatore burbero con musica slava all’ingresso.

Sembrava antipatico come Celentano, ma innegabilmente più bello. Son le fortune di noi alti…

E non finisce qui, diceva Corrado alla Corrida, c’è stata anche una bellissima canzone di Fiorello e Amadeus, utile perchè dovevo sfiatare i termosifoni o mi scoppiava la caldaia ed era un attimo che facevamo qui in Chinatown facevamo botto come la tetta di Carmen di Pietro quella volta in aeromobile.

Super ospite e super bravo Diodato, che come vedremo dalle pagelle qui sotto fa rimpiangere il 2020, e per rimpiangere il 2020 ce ne vuole. Arriva poi Loredana Bertè, la fata turchina del rock con il mistero della borsetta. Ormai è un caso nazionale, c’è chi parla contenga un tirapugni, chi la cardioaspirina, chi la Fídati dell’Esselunga. Ci canta la canzone nuova, che si chiude con un fantastico “Tu che giudichi il mio cammino prova a farlo sopra questi tacchi”.

Achille Lauro compare già a notte fonda, sembra Sailor Moon che ha litigato con Renato Zero (una costante stasera) che come sempre imita David Bowie. Renato, non Achille.

Per essere sicuri di non farci andare a dormire ad un’ora decente, la Rai pensa bene di proporci un tango by Polizia di Stato band, per un brivido in più. Ricordiamoci che l’unico tanto a dare brividi a Sanremo fu quello della Zanicchi nel lontano 2003.

Ma ora basta con le scemenze e passiamo all’unico motivo per cui siete qui, le pagelle. Si parte dai giovani, che di solito venivano mandati in onda verso le 3 di mattina.

Il dubbio che mi assale a fine serata è: perché non riescono a dire duemilaventuno e devono dire venti-ventuno?

GIOVANI

GAUDIANO - Polvere da sparo

Vestito di azzurro come il pomeriggio di Adriano canta Polvere Da Sparo, e in effetti io mi sarei sparato con quel completo. Però cantare per primi, nel festival più difficile di tutti non è facile. Nemmeno con tutti quegli anelli. Timbrica un po’ Tiziano Ferro con qualche svisata alla Mahmood che adesso va tanto di moda. Canzone da radio, meglio nella versione da studio che live.

Voto: 🍾🍾🍾🍾🍾

Elena Faggi - Che ne so

Baby Jane in Domopak, canta Che ne so, ma anche io Elena, che ne so, cosa devo dirti, emetti più luce del faro di Barbara D’Urso, ma hai un ritornello orecchiabile, e secondo me ci sta un balletto su Tiktok (che è da deficienti, ma ti farà diventare famosa). Il pezzo non è niente di innovativo, la ritmica urban che piace tanto ai ccciovani di oggi con un po’ di orchestra e pianoforte per far contenti mamma e papà. Un plauso va fatto alla precisione dell’esibizione.

Voto: 🍾🍾🍾🍾

Avincola - Goal

Sponsorizzato da Anas autostrade, porta la canzonetta da Sanremo, Goal, una somma di brani già visti e sentiti in piena tradizione it-pop come Calcutta insegna che non so se va proprio in porta ma di sicuro porta il baffo come si deve. Vuole “stare bene e basta, ma io giro la testa e tu giri la pasta” Ok. Mi sembra una sigla da cartone animato dell’era mesozoica, sì quella di Bim Bum Bam

Voto: 🍾🍾🍾🍾🍾

Folcast - Scopriti

Lui non si sente più le gambe, dice nella canzone, io non mi sento più di commentare le rimettine facili, però non posso stroncare i giovani, non me la sento, magari scopriti tu Folcast, perché io lo vedo il potenziale (sì, c’è tanta intonazione e tanta precisione) ma non sono convinto, sarà che sono ancora accecato da Cuki Jane Faggi

Voto: 🍾🍾🍾🍾🍾

Finite le esibizioni mettono vicino i giovani e sembrano il cast del Mago di Oz, mi dicono dalla regia.

Passano Folcast e Gaudiano

BIG

Arisa - potevi fare di più

Arisa indossa un completo rosso e zigomi come se piovesse. Elenoire Ferruzzi ha offerto le unghie e un pezzo di phon per raccogliere i capelli.

Il pezzo, che svela un D’Alessio inaspettato quanto raffinato come autore per altri, si apre con una chitarra distorta per poi lasciare spazio all’orchestra completa. Emozionata, arriva il brividino, racconta l’amore finito, interpreta magistralmente il brano scritto da Gigi. Merita.

Voto 🍾🍾🍾🍾🍾🍾🍾🍾🍾

Colapesce e Di Martino - Musica Leggerissima

Vestiti da Miami Vice, la canzone è un po’ Julio Iglesias che incontra Morricone con quell’intro di chitarra acustica, fischi, e archi con quel gentil buttarla lì indie che incalza, se non è brano da radio è un brano da playlist, da film, da macchina. Una di quelle canzoni da balera, d’estate, arrosticini, vino fresco, do you remember? Grande Katy Perry sui pattini a rotelle a fare il balletto. Ah non era lei?

Voto 🍾🍾🍾🍾🍾🍾🍾🍾

Aiello - Ora

Canzone da Sanremo in versione 2021, lui è vestito come Arisa, davvero, quindi anche lui senza la camicia, solo in nero. Si ricordava di lei, si ricordava di lui, dice nella strofa e ad un certo punto si ricorda di urlare e noi non capiamo perchè rovinare una canzone, tra l’altro tecnicamente molto impegnativa nel suo crescendo, come quel signore che urla Signoooora i limooooonii

Voto 🍾🍾🍾🍾🍾🍾

Michielin e Fedez - Chiamami per nome

Pezzo con 300 autori, fatto per vincere, la Michelin ha sempre una voce bellissima, ma non sarete mai i Jalisse, mi spiace. Lei come una maestra guarda lui per incoraggiarlo, lui guarda il testo perché è emozionatissimo, sembra davvero una lezione di nuoto, la prima.

L’autotune è piacevole come l’amore universale che ha il mondo per lo zenzero o la curcuma: senza senso.

Voto: 🍾🍾🍾🍾

Max Gazzè e la Trifluoperazina - Il Farmacista'

Max in versione Leonardo Da Vinci per fare questo pezzo evidentemente si è preso tutti i farmaci, tutti assieme, col risultato che sembrano anche tutti i pezzi di Gazzè cantati assieme, e mi viene il sospetto che sia un messaggio in codice per spaventare i NoVax. Però mi sa che è più… NoMax. Sorry. Devo riascoltarla.

Voto: 🍾🍾🍾🍾🍾

Noemi - Glicine

La nuova Noemi canta una ballad moderna, a tratti rock, che ci ricorda che ha una voce rotonda, potente, ma un po’ mi spaventa, è tutto così tirato a lucido, dal vestito all’interpretazione ( ricordiamo che nei Sanremi passati l’intonazione di Noemi non è stata sempre all’altezza della sua bravura) credo che sia una silente rivolta del suo pluriennale dred che non è d’accordo su alcune cose.

Voto: 🍾🍾🍾🍾🍾🍾🍾

Madame - Voce

Entra scalza, e non è una novità sul palco dell’Ariston. La novità è lei, canta davvero bene, il pezzo funziona alla grande (Santo Faini!) e tutta vestita di specchi crea una crisi epilettica al cameraman che ci propone riprese in versione strobo/18esimo shot di vodka. Ha la stessa età di alcuni dei giovani in gara, ma la caratura è decisamente differente. Il pezzo è bello, da Sanremo e ti entra in testa. Brava

Voto: 🍾🍾🍾🍾🍾🍾🍾🍾

Maneskin - Zitti e Buoni

Glam rock sul palco, chitarre elettriche a profusione, batteria tiratissima, il basso che si sente forte e chiaro. Loro sono assurdi nel senso più bello del termine. Oggi la gente si lamenta delle nuove generazioni. Ah sì? Noi abbiamo loro, quelli prima i Pooh. Da cui è nato Dj Francesco. Fate voi. Alle nonne non piacerà, ma a quest’ora sono già a dormire, quindi che casino sia! E il rock forse non è così morto come ci volevano far credere.

Voto: 🍾🍾🍾🍾🍾🍾🍾

Ghemon - Momento perfetto

Se nel Sanremo precedente si presentò in versione Eminem, eccolo oggi in versione riccioluta alla Mika, un completo con quadretti spray e via, sbarazzino con la catena e canotta sotto la camicia rossa, ad un certo punto sento un “ti ti ti ri tttti ti". Insomma non oserei dire proprio momento perfetto, direi momento difficile dai, ma non preoccuparti, lo è per tutti con sto coviddi. Le strofe sono un po’ deboli e scontate. Peccato perché il ritornello con quei fiati un po’ seventies e il coro gospel aveva un bel tiro.

Voto: 🍾🍾🍾🍾

Coma_cose - Fiamme negli occhi

In effetti quel taglio col mullet platino un po’ le fiamme agli occhi a mezzanotte e mezza li fa venire, ma questo denota che abbiamo ancora attività cerebrale nonostante l’ora. E vediamo ancora a colori, di certo quel super rosso pitonato che indossano non passa inosservato. Cazzate a parte, questo si che è un duetto, quando due si amano si vede, mi spiace cari hatersss.

“Hai le fiamme negli occhi e difatti, se mi guardi mi bruci”. I miei preferiti di tutta la serata.

Voto: 🍾🍾🍾🍾🍾🍾🍾🍾🍾

Annalisa - Dieci

Vestita da Pollon sotto e da tuttatette sopra, commette il solito errore che fa a Sanremo: sbaglia canzone. Ne fa uscire sempre bellissime prima e dopo il festival, sembra una maledizione. Detto questo, la canzone è da radio, ma sembra già di averla sentita. Dieci probabilmente è anche il numero di pezzi già editi di Annalisa che sono stati frullati per creare questo brano e quella strofa rappata sulla base di piano, dopo un po’ fa effetto noia, e no, non ho detto gioia ma noia, noia, noia. Sulla voce, sempre più bella, con la sua cifra stilistica, niente da dire.

Voto: 🍾🍾🍾🍾🍾

Renga - Quando trovo te

Da lontano sembrava Cocciante ma poi partono le svise e hai la conferma che stai ascoltando Renga che canta Renga in un album di Renga.

Un po’ Le Vibrazioni, molto fructis di Garnier e Dyson per i ricci, è pezzo da radio, a tradimento parte un eeeeeeee ma che non sarà mai un eeeeeeeeeee di Al Bano, sorry. Arrangiamento distopico per Renga, strofe e ritornelli sembrano appartenere a due brani diversi. Forse la canzone più brutta di questa prima serata.

Voto: 🍾🍾🍾

Fasma - Parlami

La serata delle pailletesssss si chiude con lui a righe come Madonna in Vogue, con lui seduto come Maria De Filippi a Uomini e Donne. L’emozione ruba le parole, ma forse il testo non c’era proprio. Il pezzo a livello musicale non è male ma troppo, troppo, troppo autotune.

Voto: 🍾🍾🍾🍾

La classifica della prima serata è opera della Giuria Demoscopica, che è composta da 300 persone: praticamente il voto di una piattaforma Rosseau del Movimento 5 Stelle, e, come sempre, non ha capito nulla (la giuria o il Movimento? chissà)

13 Aiello

12 Ghemon

11 Madame

10 Coma_cose

9 Colpesce DiMartino

8 Max Gazzè

7 Maneskin

6 Arisa

5 Francesco Renga

4 Michielin e Fedez

3 Fasma

2 Noemi

1 Annalisa

Che dire…. Povere poltrone lì all’Ariston.

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