Il Natale secondo Tuorlo, e cosa succederà in futuro

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Il 2021, il primo anno di Tuorlo. È stato un anno difficile, è stato un anno pazzesco. Il riassunto delle settimane in cui abbiamo ondeggiato tra l’ignoto e l’impegno, il dubbio e la certezza, la paura e l’ambizione di farcela, è tutto qui. Grazie lettori e followers, autori e creativi, partecipate a un progetto che coinvolge cuori, creatività e tempo di tante persone diverse, ma sempre pronte a fare un gran casino.

Siamo una felice selezione di foodie, golosi, curiosi, esperti di junk food e gluten free, creativi del delivery last minute, cultori del fine dining con la valigia sempre pronta. Tuorlo è tutto questo, e lo sarà ancora di più.

Cosa mangeremo, vedremo, vivremo su Tuorlo nei prossimi dodici mesi? Se avessimo la palla di vetro ve lo diremmo nel dettaglio, ma di divinazione non capiamo una cicca secca. Però sappiamo che vogliamo portarvi in viaggio con noi attraverso l’Europa e oltre continente, visto che siamo convinti che le persone più interessanti si incontrino dal vivo, passeggiando tra i campi o partecipando ad un sofisticato chef’s table, oppure inseguendo i rooftop delle capitali e perdendosi nei paesini percorsi da un’unica strada. Vogliamo raccontarvi ancora storie profonde e punti di vista originali in giro per l’Italia, accoccolandoci per un caffè nelle piazze più belle o stringendo i cocktail più buoni per un aperitivo improvvisato (sempre il migliore). Vogliamo commentare in vostra compagnia Sanremo 2022, gli Oscar, l’Eurovision a Torino, la World’s 50 Best i Mondiali di calcio in Qatar, le nuove stelle Michelin e le Olimpiadi invernali in Cina, sederci accanto a voi per dipanare culture, contraddizioni, elementi curiosi di ogni posto che vedremo.

Vogliamo ascoltare le voci di chi sta compiendo piccole imprese eccezionali, e di personaggi ispiranti.
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Ma prima di tutto questo, c’è il Natale. Che per Tuorlo, in pieno spirito pop, significa guardare per un momento indietro prima di portarvi (e portarci) tutti nel 2022. Un Natale non Natale, perché c’è anche chi non segue il canone occidentale di alberi addobbati e cenoni, e scoprire questo lato della cultura collettiva è un bell’esercizio di conoscenza. Un Natale territoriale di tradizioni secolari, regionali solo all’apparenza, in grado di annullare i chilometri dalla Sicilia al Veneto, dal Piemonte alla Puglia, seguendo le mappe dei lievi rituali famigliari che costruiscono la singola identità di tutti noi. Sarà il Natale del levarsi dalle palle (lode a te sempre, Riccardo Garrone), la festa di chi ama prendere treni e aerei il 25 dicembre dopo aver assolto il giro di parenti, e di chi indugia in poltrona pescando briciole di effervescente Brioschi per digerire. Tra consigli e narrazioni, scaramanzie, liturgie laiche, calendari da riempire e abiti nuovi da sfoggiare, facciamo saltare il tappo alle migliori bottiglie di bollicine propiziatorie e brindiamo. Al futuro, perché ci siamo già dentro.

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