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Food

Un Tuorlo per due: Eugenio Boer e Carlotta Perilli.

Il racconto di come insieme hanno trasformato un ostacolo in opportunità, come abbinare il Wellington, quale sarà il futuro di bu:r a casa e non solo.

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Ho avuto la fortuna di fare un’intervista a due delle mie persone preferite nel panorama FnB italiano, non che due miei carissimi amici, Eugenio Boer lo chef patron del ristorante [bu:r] e Carlotta la sua compagna, un vero drago in sala, nei social media e recentemente anche nel packaging! Sfortunatamente tra la feste e gli impegni lavorativi non abbiamo potuta farla live. Sono due persone orribilmente impegnate.

Ciao ragazzi, in primis super auguri, spero siano andate bene le feste?

Eugenio: sono stati bei giorni a casa della famiglia di Carlotta, super carini, molto tranquilli visto le disposizioni, ma ci voleva.

Carlotta: si diciamocelo, siamo stati felicissimi in famiglia ma è stato bello anche stare un po a casa da soli con Nanuk, anche perché fortunatamente abbiamo lavorato parecchio prima delle feste, parecchio.
(Nanuk, detta la nana, è il loro bellissimo, enorme Akita Inu americano, una patatona)

Cominciamo con una domanda molto semplice: Cosa vi è mancato di più fare sia a livello professionale che personale quest’anno?

Carlotta: sicuramente accogliere i clienti al ristorante nei mesi di fermo, non poter lavorare e non sapere ben cosa fare e come fare all’inizio, grazie a dio che poi ci siamo rimboccati le maniche e ci siamo messi al lavoro.
Eugenio: a livello di vita privata, di hobby, che è comunque sempre legata un po’ al nostro settore, è stato uscire, andare a trovare colleghi nei loro ristoranti, uscire da milano per fare una
scampagnata, provare locali nuovi, vedere cose diverse e aria fresca. Aiuta moltissimo ed è un passatempo che tu in primis capisci Vic.
Carlotta: ...mangiare al ristorante
Eugenio: mangiare al ristorante, nei ristoranti di amici, uscire dopo servizio a bere una birra con lo staff, “ in famiglia”, ma anche poter uscire un po’ dagli soliti schemi della città.
Carlotta: uscire a mangiare e bere al bar
Eugenio: si a Carlotta manca uscire!!!
Victoria: beh si un po a tutti direi, non conosco molta gente felice di non poter andare a farsi coccolare al ristorante. Ne avevo piene le palle di cucinare per me stessa.

Avevate dei viaggi fighi programmati per quest’anno? Qualche paese speciale, cosa volevate fare?

Eugenio: bah guarda siamo entrambi molto innamorati della Francia quindi è un posto dove ci piace molto andare, ma in generale girare, è una cosa che anche tu sai benissimo, aiuta a...
Victoria: respirare, ricaricarsi e creare
Eugenio: vedere cose nuove ma proprio perché ti alzi e dici, sai che c’è domani voglio andare un posto, domani voglio fare una cosa, voglio vedere quelle persone piuttosto che dire “sai che c’è tra un mese abbiamo due giorni liberi possiamo andare in quel posto la”. Ecco quella cosa li ci è stata ovviamente tolta, non poter programmare niente, non poter fare cose spontanee.... Ti rendi conto dopo di quanto una situazione del genere abbia scombussolato i piani a cosi tante persone.

Per voi questo gioco di strega comanda colori e di aprire non aprire chiudere i ristoranti i bar ecc.. non può essere facile anche a livello di gestione, di personale ecc...

Carlotta: no infatti non lo è stato per niente ma ce l’abbiamo fatta e continueremo a farlo.
Eugenio: sta di fatto che noi partiamo sempre da un altro presupposto, il presupposto che meno si sta alle regole, più questa cosa viene protratta all’inverosimile.
Victoria: sono d’accordissimo, viviamo in un momento davvero strano. Pero ne avete tirato fuori cose buone e positive sia per voi che per la comunità; arriviamo dunque alla mia domanda preferita:

Avete una delle gastronomie di livello più di successo in Italia (avete fatto sfasare la gente e siete sempre sold out) come sta andando?

Carlotta: esatto, a natale ragazzi è stato assurdo, è andata benissimo, siamo felicissimi
Eugenio: ma anche prima di natale....
Carlotta: è stato un casino!
Victoria: mi ricordo ho provato a farne uno a novembre con la family ma eravate già sold out ad inizio settimana.
Eugenio: oggettivamente anche capodanno sta già andando alla grande...cioè ci siamo resi conto come una cosa che è nata con grande semplicità però fatta sempre con gli stessi principi, che sono poi quelli del far le cose fatte bene, ha portato ad una cosa che arrivata alle persone, è arrivata a tutti ancora di più del ristorante! Essendo il ristorante un ristorante gastronomico, involontariamente incute, lasciamelo dire cosi, un attimino di timore, per qualcuno. Invece con la gastronomia ed il vibe del delivery, con questa idea proprio leggera e tranquilla, che poi è in realtà come siamo Carlotta ed io nella vita, siamo riusciti ad arrivare a delle persone che non erano ancora venute al ristorante, le persone invece che già venivano al ristorante hanno visto un altra nostra faccia e si sono ancora di più avvicinati alla nostra “famiglia”. Questa mossa è stata estremamente vincente.

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Infatti la mia prossima domanda è questa, so che è una grande ipotetica, quali sono le intenzioni per bu:r a casa nel caso potessimo ricominciare ad uscire? Lo terreste attivo o lo accantonereste?

Eugenio: assolutamente no, stiamo lavorando per trovare una casa a bu:r a casa
(Carlotta urla la stessa cosa a distanza mentre pela le patate cit.)
Carlotta: che gioco di parole... simpatico. Siamo riusciti ad arrivare ad una fascia di mercato che non va spesso a mangiare fine dining, e che adesso invece ci conosce. E chi lo sa magari verranno poi a trovarci al ristorante
Victoria: molti hanno provato, pochi ce l’hanno fatta.

Carlotta: scusami ma com’era il Wellington della famiglia small?
(si ho ordinato un delivery di filetto alla Wellington natalizio per la famiglia, totale)

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Victoria: ah si scusate non vi ho dato un feedback, neanche il tempo di una foto. Abbiamo divorato le 6 porzioni in quattro e quattro otto, ho anche aggiunto un po di tartufo al purè, che dio mi conservi la vista come direbbe mia mamma. Una bomba clamorosa. Grazie mille, mamma papa e fratello ringraziano.
Carlotta: a dire il vero l’abbiamo mangiato anche noi! Ciao che figo col tartufo.

Ultima e vi lascio in pace : avete “sorprese” delle novità per il 2021 (sapendo che 50/50 farà schifo)

Eugenio: sicuramente ci saranno delle novità, ti possiamo dire in totale onesta che ci saranno delle novità perché niente ci potrà fermare com’è successo quest’anno. Quali non lo possiamo spoilerare, per scaramanzia chissà poi cosa succede.
Carlotta: ti piacerebbe sapere di più eh...
Eugenio: non stiamo a dire quali perché non si può mai sapere, se avessimo fatto questa intervista a febbraio dell’anno scorso non ne avremmo azzeccata una. Non ti avremmo mai potuto dire “faremo un delivery” però ti posso dire che chi ama davvero fare accoglienza, chi ama davvero fare ristorazione, fare star bene la gente, un modo lo trova.
Victoria: adoro chiudere un’intervista su un cliffhanger tipo Holly e Benji.
Carlotta: ta ta ta il resto nella prossima puntata di “Bu:r a casa”.
Eugenio: lo troveremo qualunque cosa possa essere, sarà qualcosa che faccia davvero star bene le persone, non dettato dal soldo o dalla fama.

Dopo quest’ultima domanda li ho fatti tornare ai preparativi della cena, se no penso che Carlotta mi avrebbe levato il saluto.

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