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Wine

Anche durante una Pandemia i ricchi hanno sete.

Una delle più antiche Aste di beneficenza ha fatto segnare anche in un anno così complicato nuovi record per l’acquisto di botti e bottiglie di vino. Francese ovviamente.

Hospice

660mila euro: il prezzo di un appartamento a Milano o il prezzo di una botte di vino da 228 litri. Bottiglie, e tappi per imbottigliarla esclusi.

A tanto è stata aggiudicata la “Pièce des Présidents” nell’asta di quest’anno dell’Hospice di Beaune

Per chi non lo sapesse stiamo parlando di una delle più antiche istituzioni caritatevoli del mondo, risalente alla metà del 1.400. Da allora l’Hotel-Dieu o Hospice di Beaune, fondato come luogo di cura caritatevole per i poveri, per il proprio sostentamento ha raccolto donazioni e lasciti di terreni vitati nelle colline della Borgogna.

Con questi terreni ogni anno vengono prodotti vini, che alla terza domenica di novembre dello stesso anno vengono messi all’asta per raccogliere i soldi necessari a tutte le opere di beneficenza che l’hospice continua a portare avanti.

Quest’anno il ricavato della “Piece des Présidents”, il pezzo più pregiato dell’asta, sarà interamente devoluto alla Fédération Hospitalière de France a sostegno dei medici e infermieri che combattono il COVID.

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Credits: Facebook Page Hospices-Beaune.com by Albert Bichot

Così un ricco cinese si è aggiudicato una botte di vino selezionata dalle migliori viti della parcella “Les Froichot” all’interno del Grand Cru “Clos de la Roche” rilanciando l’asta fino alla somma di 660mila euro, alzando di 180mila euro il record del 2015, quando lo stesso lotto era arrivato a 480mila euro.

Ecco come è andata: dopo una rapida salita oltre il mezzo milione di euro, in sala viene richiesto al padrino dell’asta, l’attore francese Marc Livoine di aggiungere, qualcosa.

Ed è stato quando l’attore ha messo sul piatto una cena che prevedeva la sua presenza e una sua chitarra, la platea si è scaldata con un rilancio da 600mila euro. Poi 610 e oltre.

Raggiunti i 640mila euro stava per essere battuto il martelletto, ma a questo punto è avvenuto il rilancio finale da parte della maison Albert Bichot (l’intermediario che faceva da tramite per il cinese).

Sotto un applauso generale della sala, gli altri pretendenti si sono fatti da parte: un brasiliano ha comunque deciso di donare 20mila euro per la causa e mentre l’altro pretendente ha deciso di lasciare sul piatto 100mila euro.

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Credits: Facebook Page Hospices-Beaune.com by Albert Bichot

Saranno quindi 780mila gli euro donati per questa causa. La restante parte dell’asta è stata in linea con la media dell’anno scorso, con qualche pezzo andato in rialzo per via della eccellente annata viticola 2020 che ha dato vini di grande qualità e potenzialità in Borgogna. Se i lotti minori sono stati quotati come l’anno precedente o in leggero ribasso, i vini ottenuti dai terreni più pregiati, i grand cru, hanno tutti fatto segnare un rialzo.

Tra i pezzi forti dell’asta va segnalato un segno positivo su una botte di Mazis-Chambertin, battuta a 95mila euro contro gli 87.500 dell’anno scorso (+8,5%); parliamo sempre di botti da cui verranno ottenute circa 300 bottiglie, e quindi di vini che, costi esclusi, non sono proprio per tutte le tasche.

Il totale delle vendite di tutti i 640 lotti ha in totale fruttato, compresi i diritti d’asta di Christie’s, 14 milioni e 346mila euro.

Per coloro che volessero approfondire questo avvenimento, anche esso parte del mito della borgogna vinicola, il consiglio è quello di visitare al più presto il museo dell’Hotel-dieu a Beaune.

Appena le condizioni sanitarie lo permetteranno, una visita in questo luogo permette di capire a pieno la storia di questa antica istituzione. Per quelli che invece volessero bere o possedere una bottiglia dei vini dell’hospice, consiglio di visitare le enoteche della città di Beaune o di visitare il sito della maison Albert Bichot (http://www.hospices-beaune.com) che, da sempre, è un grande acquirente dei vini in questa asta.

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